Strategie omnichannel

Oggi sviluppare una strategia Omnichannel efficace rappresenta una vera sfida per tutti gli imprenditori che desiderano affermarsi nel loro mercato di riferimento, soprattutto in un momento delicato come questo, dove tutte le azioni di Marketing devono essere studiate con attenzione prima di essere realizzate o implementate. 

 

Omnichannel: che cos’è?

Nel momento in cui ci focalizziamo sull’Omnicanalità di un’azienda dobbiamo prendere in considerazione non solo l’utilizzo di diversi canali di comunicazione online e offline, ma anche di canali di fruizione che vengono realizzati per il contatto con i clienti. Secondo noi di Marketing Strategy Solutions, l’errore che fanno più frequentemente molti imprenditori è quello di considerare solo la parte online come elemento cardine per la comunicazione e la promozione del loro business, dimenticando l’importanza dell’offline, del negozio fisico e del contatto diretto con il cliente. Infatti, spesso, è la commistione dei due mondi che consente la crescita e lo sviluppo di un Brand

Inoltre, l’Omnicanalità può entrare anche nei processi di Business Intelligence, poiché si tratta di qualcosa che può essere misurato e analizzato. Di conseguenza, è possibile far crescere un Business, strutturando nuove strategie che vadano ad ottimizzare o ampliare i canali di comunicazione online e offline, con la possibilità di incrementare i risultati in maniera importante. Tutto questo diviene ancora più importante quando si tratta di sviluppare strategie di marketing per strutture in rete, che siano o meno in Franchising, o partnership, o semplicemente multisede.

 

Una Strategia Omnichannel di successo: il caso studio di MotoAbbigliamento

È il caso di Nicola Infantino e di MotoAbbigliamento, quello del Business di cui abbiamo parlato in uno dei nostri #MarketingStrategyTalks: un Brand che in poco tempo è passato da tredici a diciotto negozi fisici e continua tuttora a crescere nonostante il periodo non semplice, seguendo strategie specifiche e ben delineate. Abbiamo avuto il piacere di ospitare colui che ha fondato questo Brand: Nicola Infantino CEO di MotoAbbigliamento.it, leader italiano nella vendita di Abbigliamento per motociclisti e accessori per moto. 

Con Nicola abbiamo cercato di capire:

  • Come è nato un negozio online come MotoAbbigliamento;
  • Come è possibile realizzare una struttura multisede, dall’online, con più punti vendita sul territorio;
  • Quali sono i canali promozionali di MotoAbbigliamento;
  • Qual è il ruolo della Business Intelligence in un progetto omnichannel;
  • Qual è il rapporto con i fornitori di un ecommerce che sviluppa sul territorio.

 

Vediamo insieme un riassunto dei punti chiave dell’Intervista sul Marketing Omnichannel, ma se vi fa piacere seguire tutta l’intervista di Nicola Infantino, ecco il video del nostro canale Youtube Marketing Strategy Solutions

 

 

Ecommerce Story: Come è nato MotoAbbigliamento? 

Infantino è sempre stato un appassionato di marketing e fin dal 1999 ha lavorato in questo ambito, occupandosi anche di pubblicità online. Era il periodo di Tiscali, dell’esplosione del Web, dove tutti volevano avere un proprio sito. Ha iniziato con la pubblicità e ha proseguito con la pubblicizzazione di un portale che parlava di moto, ovvero Moto.it, che ora è diventato uno dei media più famosi del settore. 

Lavorando in comunicazione ha conosciuto diversi imprenditori, tra i quali alcuni che importavano abbigliamento per moto. Uno di loro era rimasto molto deluso dal sito che altri avevano realizzato per lui, così Nicola ha colto l’opportunità e ha iniziato a ragionare al miglior modo per sviluppare un e-commerce in questo settore. 

Al tempo, si occupava della sua attività di consulenza e, contemporaneamente, gestiva questo nuovo progetto che nel tempo è cresciuto talmente tanto da diventare la sua principale attività. Ha scelto quindi di concentrarsi esclusivamente sull’e-commerce e sulla vendita su altre piattaforme, abbandonando il lavoro di consulente. Ebay viveva i suoi primi anni di fermento, quando le persone inviavano regali solo per aver ricevuto un pacco. Erano altre situazioni, sicuramente più complesse, perché non c’erano tutti gli strumenti che ci sono ora, ma anche ricche di opportunità. 

Il problema si è presentato quando Ebay ha inserito delle limitazioni sulla proposta delle taglie nelle schede dei prodotti: in sostanza ogni scheda prodotto doveva avere la propria taglia. Attenendosi alle nuove regole però non c’erano conversioni e tutto era diventato più complicato. 

A quel punto Nicola ha deciso di concentrarsi solo sul sito di MotoAbbigliamento.it, eliminando vincoli con altre piattaforme. È stata una scelta difficile, ma che ha permesso poi al Brand di crescere e di svilupparsi sempre di più grazie sia all’esperienza stessa di Infantino come consulente, che all’aiuto di professionisti del settore, che hanno saputo consigliarlo in modo ottimale sulle strategie da seguire.    

 

Come aumentare la crescita di un Brand che vende online: l’approccio all’Omnicanalità

Un fattore che ha caratterizzato la crescita di MotoAbbigliamento.it è stato quello di voler continuamente sperimentare nuove strategie e nuovi elementi. Questa propensione all’innovazione portava con sé nuovi problemi da affrontare, ma che rappresentano poi quell’esperienza che serve per gestire al meglio un progetto, grande o piccolo che sia. Da qui si è sviluppata l’esigenza di far crescere ancora di più il Brand: solo l’e-commerce non bastava più. 

 

Aprire nuovi punti vendita: da dove partire?

Cosa fare se l’e-commerce non basta più? Semplice, si è iniziato a pensare all’apertura di punti vendita fisici che potessero consolidare la presenza del Brand sul territorio.

L’idea è nata osservando quanto stava accadendo in quel momento oltre oceano: c’erano aziende molto strutturate, sia in America che in Europa, e c’era il rischio che medie o piccole imprese italiane non potessero competere in alcun modo con questi colossi. Infatti, c’erano e ci sono ancora dei competitor soprattutto europei che ottengono dei fondi per il loro sviluppo, che a livello finanziario possono permettersi diverse attività strategiche anche molto costose. MotoAbbigliamento doveva distinguersi a tutti i costi, doveva fare qualcosa di diverso.

Inizialmente, il team si è focalizzato sul ricambio degli accessori che, obiettivamente, erano più semplici da gestire, cambiare o vendere. Mentre la gestione dell’abbigliamento era più complessa perché era necessaria l’assistenza. Prendendo spunto da Zalando, si è optato per la spedizione e il reso gratuiti sull’e-commerce per offrire un servizio più completo alla clientela. Quest’azione da un lato alzava la qualità del servizio stesso, ma dall’altro il Brand doveva avere la massima scrupolosità nell’inviare i capi giusti ai clienti, per evitare che gli investimenti di tempo e denaro fossero troppo elevati.    

 

Approccio Omnichannel: sviluppo e gestione dei nuovi punti vendita 

Solo in un secondo momento si è sviluppata l’idea dei nuovi punti vendita fisici, con non poche paure, sia per il grande passo, sia perché si trattava di un settore di nicchia dove gli altri competitor italiani non duravano molto sul mercato poiché avevano una visione locale dei loro Business. Era quindi necessario presentare un servizio diverso alla clientela basato sull’assistenza e sulla competenza delle figure all’interno dei negozi. 

Più si era (e si è ancora) specializzati, più si è preparati a qualunque evenienza… anche all’arrivo della globalizzazione che rischia di spazzare via tantissime aziende in poco tempo. Grazie al lavoro svolto, MotoAbbigliamento ha saputo difendersi bene e affermarsi principalmente a livello nazionale (questo è stato il loro obiettivo fin dall’inizio) senza essere spazzato via. 

Da qui, la scelta di aprire sempre più punti vendita: il primo è stato aperto a poca distanza dalla sede centrale e sono state create delle procedure di gestione (che sono state cambiate, aggiornate e modificate nel tempo) che hanno permesso di aprire successivamente altri negozi sul territorio nazionale. Nel Febbraio 2016 c’è stata l’apertura del primo negozio fuori regione, il quarto fino a quel momento. È stato in quel momento che ci si è resi conto del potenziale eccezionale di MotoAbbigliamento, con file davanti ai negozi e addirittura i vigili urbani a dirigere il traffico per agevolare il passaggio. 

In cinque anni hanno aperto quattordici negozi e hanno iniziato un esperimento con due temporary store. Ovviamente, la pandemia ha un po’ ostacolato un ulteriore ampliamento, ma non li ha fermati. Nel post-lockdown di Maggio, sono stati aperti due nuovi store. Il team di MotoAbbigliamento ha saputo investire in Marketing Omnichannel in modo intelligente, utilizzando il Budget di marketing che avevano già a disposizione e incrementando le vendite anche nei punti vendita. Insomma, sono stati cinque anni intensi ma molto soddisfacenti e ricchi di risultati positivi! 

 

Sviluppo di un Brand sul territorio. Il monitoraggio dell’Omnicanalità attraverso la Business Intelligence

Lo sviluppo del Brand a livello nazionale ha comportato diversi cambiamenti, prima fra tutti l’assunzione di nuovo personale all’interno dei punti vendita. Ciò che è cambiato è stato l’inserimento di responsabili di punti vendita, ma a livello pratico, tutti i reparti sono rimasti gli stessi con la loro solidità. Ad esempio, grazie alle automatizzazioni, gestire mille, duemila o tremila pacchi non è risultato complicato. Nella sede centrale non ci sono stati stravolgimenti. Infatti le procedure e le automatizzazioni sviluppate nel corso del tempo hanno permesso al Brand di non crescere molto in termini di personale.

Quando si hanno processi assodati e collaudati, tutto riesce bene e consente al Brand di crescere, di essere scalabile e più incisivo sulle promozioni.

“Il segreto è pensare in grande, aprire il primo negozio e stabilire procedure come se se ne dovessero aprire venti.”

Fare questa affermazione a valle è semplice, però non è stato sempre facile gestire ogni cosa in maniera ottimale. Gli elementi che sicuramente non sono mai mancati sono stati l’obiettivo, la passione per il lavoro e la sobrietà nel fare tutto nei momenti opportuni e per la crescita del Brand, facendo investimenti all’interno dell’azienda senza perdere tempo in azioni inutili o copiare le strategie degli altri. 

Se si deve fare impresa, deve essere fatta in un certo modo altrimenti è meglio lasciar perdere. È fondamentale sapere dove si sta andando e considerare i fattori giusti come la Business Intelligence, il Budget, la pianificazione delle attività e la misurazione dei risultati. Alla fine si deve lavorare di fino e è solo ottimizzando certi aspetti o dettagli che si ottengono i risultati importanti.   

 

Posizionamento Brand: perché le procedure sono importanti?

Il tema delle procedure torna frequentemente, soprattutto quando parliamo di Franchising o di realtà multi-sede. Infatti, ci capita spesso di lavorare per imprenditori con realtà aziendali locali che non hanno queste procedure, perché non sanno di doverle scrivere o perché non sanno da dove iniziare per farlo. Di conseguenza, diventa molto difficile realizzare la scalabilità di un Business, così come trasmettere determinate regole e prassi ad altri affiliati o responsabili per consentire una crescita uniforme del Brand. 

In realtà, avere e stilare delle procedure è fondamentale perché possono rappresentare anche un elemento di ottimizzazione aziendale: nel caso di MotoAbbigliamento, le procedure sono state modificate nel corso del tempo con lo scopo di ottenere qualcosa che potesse realmente funzionare. Una volta che ci si rende conto dei flussi e delle modalità di gestione, è possibile strutturare in modo migliore le procedure, incrementando la scalabilità del Brand. 

La sfida sta proprio nel capire quali sono queste procedure e, più in generale, nella formazione: se una persona vuole fare l’imprenditore deve saper fare determinate cose che vanno oltre il semplice lavoro specifico che si fa in un dato momento. Bisogna sviluppare maggiormente la cultura imprenditoriale. Senza cultura imprenditoriale è impossibile parlare di scalabilità o di aperture multi-sede sul territorio. 

È fondamentale conoscere i flussi e saper chiudere i cicli delle diverse attività per non correre il rischio di lasciare delle cose in sospeso mandando all’aria tutti i processi. Sarebbe come avere un computer con mille finestre aperte che non vengono mai chiuse… prima o poi esplode.

 

MotoAbbigliamento: il Franchising è possibile?

Il Franchising rappresenta indubbiamente una delle scelte più complesse che un imprenditore possa fare. Nel caso di MotoAbbigliamento, sono stati fatti un paio di esperimenti con punti vendita in Franchising ma non sono andati nel verso giusto. Da qui, l’idea di abbandonare la prospettiva del Franchising e di puntare sulla piena autonomia di gestione. È un lavoro per certi versi molto più complesso, ma che offre maggiore controllo allo stesso CEO, più serenità a tutti coloro che lavorano nei diversi punti vendita e la certezza di riuscire a gestire il cliente assecondando tutte le sue richieste. Certo, ovviamente esiste anche l’altro lato della medaglia: nel momento in cui ci sono errori, è il fondatore che si assume la responsabilità del calo della Performance aziendale, con la consapevolezza che in futuro potrà ottenere risultati migliori.     

 

Omnichannel Marketing: come si realizza?

Nel corso del tempo, il negozio fisico può diventare un elemento strategico molto importante per lo sviluppo di un Business, proprio come è accaduto per MotoAbbigliamento che, ancora oggi, registra un volume di vendite più elevato negli store fisici che sull’e-commerce. Questo risultato è dato dal fatto che la presenza di un Brand sul territorio è fondamentale; quindi più store vengono aperti, più c’è la possibilità di avere un contatto diretto con la clientela, di registrare più visite e di creare rapporti di fidelizzazione duraturi. 

Questo in un’ottica Omnichannel, non vuol dire che ci si debba focalizzare solo sull’offline e dimenticare il sito. Anzi, è l’esatto opposto. Bisogna continuare ad occuparsene, tenendolo aggiornato e curato in ogni aspetto, così da garantire sempre un’esperienza piacevole agli utenti. Nel caso di MotoAbbigliamento, se un cliente arriva in moto e vuole indossare subito il nuovo acquisto, può farlo tranquillamente. Lo store poi provvederà ad inviare il capo o l’accessorio usato direttamente a casa sua senza alcun tipo di problema. Si cerca quindi, di offrire un servizio più agevole possibile e di tener conto sempre delle diverse esigenze.  

 

Omnicanalità e Business intelligence: come migliorare la Customer Experience  

La Business Intelligence è uno strumento che può tornare molto utile a tutti gli imprenditori. Grazie ad essa è possibile avere una fotografia in tempo reale del proprio Business, comprendere meglio i flussi e i dati correlati, per avere qualcosa di concreto e effettivamente misurabile al quale fare riferimento. Nel caso di MotoAbbigliamento, consente di gestire sul momento la questione taglie e di cambiarle all’occorrenza per il cliente di turno. 

 

Strategie di Business Intelligence: le Survey automatizzate 

Grazie alla Business Intelligence il tema di MotoAbbigliamento riceve un report nel momento stesso in cui vengono raggiunti determinate KPI, senza dover controllare costantemente i dati. Tra le strategie di Business Intelligence più efficaci ci sono le Survey automatizzate

Nel caso di MotoAbbigliamento al momento dell’acquisto viene effettuata una Survey ai clienti in possesso di Fidelity Card. Se le risposte non rispecchiano determinati requisiti, viene subito inviata una comunicazione al CEO, per capire quale sia il problema. 

In caso contrario, ogni Lunedì, tutti i negozi ricevono un’email con la lista di tutti i commenti fatti dalla clientela nel corso della settimana, per analizzare lo standard di ogni store e fare un confronto con gli altri negozi, valutando l’andamento generale della Customer Experience. 

Il Giovedì viene fatta una Survey interna ai negozi per sapere se va tutto bene, se ci sono carenze di prodotti o altre tipologie di problematiche. Per esempio, può accadere che in alcuni negozi possano esserci degli espositori vuoti, dunque sarà necessario provvedere ad un riassortimento immediato dei prodotti. Queste mancanze però, vengono riscontrate proprio grazie all’Audit interna fatta nei negozi e non dalla gestione degli ordini o dalle carenze nel magazzino. 

Oltre a questo, ci sono anche altri parametri interessanti che possono essere considerati:

  • i margini per produttore o per categoria;
  • la percentuale di vendita di un prodotto rapportato alla media di tutti i negozi;
  • gli aspetti finanziari;
  • gli aspetti legati alla geolocalizzazione.

In relazione alla geolocalizzazione, è possibile capire quali sono le zone in cui alcuni prodotti vengono venduti di più rispetto ad altri. In questo modo si può adattare la pubblicità online, realizzando una comunicazione mirata per queste zone.

La Business Intelligence è un’arma di Marketing impossibile da non considerare per ottenere risultati. 

 

Come gestire gli ordini dei clienti

Attraverso il sito è possibile gestire in modo ancora migliore tutte le richieste provenienti dai clienti. In particolare si punta molto a rendere la Customer Experience più fluida e semplice possibile. Se un prodotto non è disponibile in quel momento nel negozio, si danno al cliente tre opzioni:

  • Può ordinare il prodotto e andarlo a ritirare in negozio quando arriva;
  • Può scegliere di andare in un altro negozio che ha quel prodotto, dopo essersi accertati dell’effettiva disponibilità (questo vale per le taglie, i colori ecc.);
  • Si può ordinare il prodotto e attenderne la ricezione direttamente a casa. 

Questo aiuta molto a consolidare il rapporto con i clienti. Poi ovviamente si utilizzano sia i magazzini interni che quelli dei fornitori esterni, ma funzionano entrambi nello stesso modo: se un cliente desidera un prodotto, ma in quel momento non c’è, oppure lo vuole in taglie o colorazioni differenti, si contatta il magazzino o il fornitore e si chiede la disponibilità, l’eventuale punto di consegna e la data indicativa di arrivo del prodotto.  

Attraverso i magazzini vengono fatte delle azioni contemporanee di proposte, mentre sul sito, un cliente può trovare tutte le opportunità di scelta in un unico spazio. In termini di offerta è il massimo, in termini di investimento invece, si riescono a ponderare quelli che sono gli investimenti in base alla rotazione dei diversi prodotti nei negozi. 

 

La promozione di un Brand come MotoAbbigliamento: come si struttura?

Nel caso di MotoAbbigliamento si punta principalmente su Google Ads. Anche Facebook è uno strumento utilizzato, ma in modo minore ed è legato soprattutto alla sponsorizzazione di eventi legati all’apertura di nuovi punti vendita, piuttosto che alla vendita dei prodotti veri e propri. In generale, ci si concentra più su Ads che su altri canali, ma non è detto che sarà così anche in futuro, tutto dipende dalle esigenze del Brand in uno specifico momento. 

Al momento, oltre a Google, fanno campagne video o pubblicità sui quotidiani e periodici, per il consolidamento dell’autorevolezza del Brand. Hanno realizzato anche delle collaborazioni con la MotoGP, un’attività possibile solo quando si raggiunge una certa maturità e quando si ha un Budget prestabilito. 

In sostanza, l’attività promozionale che viene svolta è molto composita: si utilizzano canali in prevalenza digitali, sia per i punti fisici che per l’e-commerce e si fanno sponsorizzazioni per i diversi punti vendita in modo tale che le persone che abitano in uno specifico luogo sappiano dell’esistenza di uno store MotoAbbigliamento nelle vicinanze. 

Facendo un paragone, proprio come un vestito realizzato su misura, ogni azienda utilizza le strategie che ritiene migliori per crescere e ottimizzare il proprio Business ma, ovviamente, si possono sempre apportare delle modifiche qualora fosse necessario. Non esiste la perfezione, così come non esiste la strategia perfetta. 

 

Fornitori e Venditori nell’e-commerce: come si gestiscono le relazioni? 

Il valore contrattuale che ha MotoAbbigliamento con i suoi fornitori è comunque molto elevato, considerati i volumi dei prodotti. Però con il lockdown e la pandemia in generale si è assistito a qualcosa che prima non c’era o era comunque molto ridotto: il produttore decide di vendere i propri prodotti non solo a grossisti e rivenditori, ma anche al cliente finale attraverso la creazione di un proprio e-commerce. 

Questo è un fenomeno che sta accadendo anche nel settore di MotoAbbigliamento, dove alcuni fornitori durante il Black Friday hanno fatto molta concorrenza al Brand, utilizzando anche le stesse parole chiave per la pubblicità online su Google Ads. Un comportamento certamente non leale, che nasconde in alcuni casi un po’ di ingordigia da parte dei fornitori, in altri una sorta di necessità. Si può chiudere un occhio sulla vendita di prodotti, a prezzo di listino, per coprire sezioni scoperte; nel caso del settore di abbigliamento motociclistico però, dove i clienti hanno diverse esigenze, la scelta di vendere propri prodotti non premia assolutamente così come non premierebbe lo stesso MotoAbbigliamento nel caso in cui decidesse di affidarsi solo al monomarca.

I clienti preferiscono chiedere un parere, confrontarsi su diversi Brand e poi scegliere ciò che è più adeguato alle loro esigenze. Certo, dispiace vedere situazioni di questo tipo, anche perché si fa riferimento a investimenti di marketing, ad un Budget che viene corrisposto alle azioni svolte dai fornitori, fermo restando che si può sempre decidere di dimezzare la merce da acquistare da quest’ultimi così da diminuire anche le loro entrate monetarie. 

L’approccio di Infantino, da questo punto di vista, è stato più morbido: non taglia mai il budget o dimezza gli ordini, preferisce tenere i fornitori un po’ sulle spine, dicendo loro che non si sa quanto l’azienda potrà effettivamente investire nella loro attività. Questo “gioco” fa parte del mercato e trattare diversi Brand (quindi avere contatti con più fornitori) ha il solo scopo di rendere più felici e soddisfatti i clienti.

 

Sviluppare un e-commerce come MotoAbbigliamento: quanto costa?

Il tema dell’e-commerce è ricorrente soprattutto ora con il Covid-19. Molti imprenditori hanno iniziato finalmente a comprendere l’importanza di tale strumento. Il problema è che aprire un e-commerce non è un’attività da poco, non bastano quindici o venti mila euro per realizzare uno spazio in cui vendere i propri prodotti. È qualcosa che richiede molti più investimenti sia di tempo, che di denaro, che di risorse. 

I tempi sono cambiati e bisogna stare molto attenti quando si decide di investire in un’attività. Ad esempio, in alcuni momenti come il Natale o il Black Friday, molti Brand scelgono di investire i soldi di una vita su un’unica campagna online, bruciando anche quelle dei Competitor, per poi sparire magicamente dal mercato come se nulla fosse. E sono sempre gli stessi che poi dicono che il web marketing e internet sono una fregatura perché le cose non sono andate come speravano.

“La fregatura non sta in Internet, ma nell’approccio totalmente sbagliato di alcuni imprenditori in fase di investimento.”  

Dunque, l’approccio migliore è quello di strutturare un buon Business Plan e affidarsi a dei professionisti seri che ti guidano durante tutto il percorso. Purtroppo non ci sono miracoli o magie. Ci sono e-commerce performanti solo in apparenza o per brevi periodi perché hanno alle spalle persone che hanno studiato la persuasione rifacendosi a Cialdini, ma gestire un e-commerce è tutta un’altra cosa.

 

Come scegliere dove aprire un nuovo punto vendita: il caso di Abbiategrasso

Aprire più punti vendita sul territorio richiede tempo, così come riuscire a consolidare la rete dal punto di vista della vision e degli obiettivi da raggiungere. Ma è possibile delineare una strategia per quanto riguarda le aperture? Quali sono gli elementi da tenere in considerazione per scegliere le città in cui aprire i punti vendita e per favorire delle aperture “intelligenti”? 

Si fa riferimento ad alcuni parametri come per esempio i dati:

  • quantitativi relativi agli acquisti di una specifica zona;
  • relativi agli acquisti online;
  • ottenuti da una ricerca di mercato indipendente. 

Si tratta di un mix di questi elementi. In particolare, si possono analizzare le città da dove provengono la maggior parte degli acquisti online. Nel caso di MotoAbbigliamento, questa strategia ha portato ad un risultato inaspettato: un esempio è quello relativo al negozio di Abbiategrasso che ha portato subito un ritorno a livello SEO sul sito.

MotoAbbigliamento aveva già un negozio a Milano, poi ha deciso di aprirne un altro anche in provincia, più precisamente ad Abbiategrasso. Nei risultati di ricerca, si è assistito ad una inversione delle posizioni. Infatti, inizialmente il sito di MotoAbbigliamento era in prima posizione, successivamente quando si è iniziato a dare più spazio ai risultati locali, il sito si è ritrovato più o meno alla quarta posizione. Con l’apertura del nuovo store in provincia di Milano, il sito ha di nuovo raggiunto le prime posizioni. In tal senso, la loro strategia SEO è stata aprire nuovi punti vendita. Poi hanno aperto anche altri punti vendita a Roma, Torino e Milano dove generalmente fanno i maggiori risultati in corrispondenza del numero degli utenti che acquistano sul sito. Più si hanno utenti, più si ha traffico sul sito, più si creano opportunità di aprire nuovi store. 

Altre volte, può capitare l’opposto: si presenta un aumento di traffico e di acquisti sul sito mentre il punto vendita viene visto come “elemento di appoggio” dove andare per chiedere informazione o per vedere i prodotti dal vivo, ma poi l’acquisto si effettua online. 

In generale, però, è meglio partire dalle zone che si riscontrano maggiormente online. 

Da qui, torna un concetto fondamentale: bisogna analizzare i dati per capire i punti di forza, i punti di maggiore penetrazione in un mercato ma anche gli elementi da fortificare o ottimizzare. 

 

Omnichannel nell’era Covid-19

Lo stesso MotoAbbigliamento, durante il lockdown, ha saputo sfruttare i dati, le automazioni e il buon senso per far sì che il volume delle vendite restasse sempre alto. Ovviamente, visti i presupposti, nessuno avrebbe mai sperato in risultati del genere eppure alla fine ha superato le aspettative di tutti: 15 negozi hanno dovuto chiudere durante il Covid-19, altri tre erano in fase di apertura con tutta la merce all’interno. 

Nonostante le chiusure, ha avuto a disposizione le sue automatizzazioni, così da sapere in breve tempo dove erano i prodotti che servivano e avere una perfetta sincronizzazione tra il magazzino e la merce presente in tutti negozi, lasciando un grande gap tra il Brand e gli altri competitor. 

Nella seconda fase della pandemia invece, si è preferito spronare i clienti ad acquistare online e a non andare negli store per non mettere a rischio la loro salute, ma garantendo comunque un servizio di assistenza sempre presente con email e videochiamate all’occorrenza. Tutto questo ha permesso al Brand di tamponare le perdite di fatturato nelle zone rosse per centinaia di migliaia di euro sfruttando solo l’online, con acquisti fatti da clienti che generalmente vanno nei punti di vendita. 

 

Omnicanalità e Strategia di Marketing

Questo successo diventa possibile solo se si hanno i dati e le analisi a disposizione. Senza dimenticare i valori legati al Brand, la formazione e l’aiuto di bravi professionisti. 

Marketing Strategy Solutions, grazie al suo Metodo per creare Strategie di Marketing e comunicazione, può aiutare anche gli imprenditori che desiderano svilupparsi maggiormente sul territorio, facendo leva su strumenti di Marketing specifici e un approccio strategico adeguato alle singole esigenze. 

Se hai bisogno di implementare il tuo Business o vuoi aprirti a nuove opportunità di mercato ma non sai come fare, contattaci e insieme troveremo la strategia più adatta alle tue esigenze.

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